sabato 16 dicembre 2017

Si scaldino i motori...

... Natale si avvicina




Questo solo per mostrare l'avvio delle preparazioni culinarie che ho in mente di fare. Non sono tantissime, ma mi riportano a quando ero bimba e mia mamma si metteva lì, di buona lena, a prepararle per tutti noi. 
Intanto, ecco un'istantanea della carne (bè, forse sembra pesce, polpo, ma non lo è!)  che sto preparando per il ripieno degli agnolotti.
Ho fatto soffriggere carota, sedano, patata (ci andrebbe pure la cipolla, ma io stavolta non l'avevo e vabbè). Tutto tritato molto finemente. Mentre soffrigge, aggiungere qualche spezia; io ho messo del peperoncino, del "pimento" intero (che sono dei grani di pepe molto grossi), un po' di rosmarino e anche una spruzzata di... ecco, quello proprio non lo so, perché ho ritrovato fra le spezie una bustina con una polvere giallina che, al primo odorato, mi pareva garam masala o forse curry. Comunque non era molto forte e non ne ho messa tantissima. Giusto una spolveratina ina. Vediamo che vien fuori. Al momento, l'odore della preparazione è buono.
Ho continuato a far soffriggere e nel frattempo ho preparato la carne. Un mezzo petto di pollo fatto a pezzi, due bistecche di collo di bovino anch'esse tagliate a pezzi e dello spezzatino.
I pezzi di carne, poi, li ho riversati in padella a fuoco bello sostenuto (avevo in precedenza tolto un po' di soffritto per fare spazio) e dopo un paio di minuti, sempre a fiamma alta, ci ho versato un po' di vino bianco a sfumare (e qui ho riaggiunto il soffritto che avevo tolto). 
Ho aggiunto un bicchiere di acqua dove avevo precedentemente sciolto del dado (quelli in barattolo, già in polvere sono perfetti) e ora sto lasciando cuocere il tutto a fuoco lento e coperto. Credo che andrò avanti per circa due ore, due ore e mezzo. Più cuoce, meglio è, che la carne si spappa ben bene.
Domani, il seguito riguardante la preparescion del ripieno per gli agnolotti (perché mica è finita qui).
Addendum: ecco il ripieno che prende forma




ho macinato buona parte della carne con un pochino di condimento, aggiunto parmigiano grattugiato, noce moscata grattugiata, un po' di scorza di limone e due fette di mortadella... tritato tutto et voilà. Ora in frigo e domani si comincia l'opra :D

venerdì 1 dicembre 2017

Pelaverga, dove sei?


Pelaverga stravaccata sul divano... amorina mia, ma dove sei finita? :/


E già... la piccolina ormai è quasi un mese che non si fa più vedere ... peccato. 
Io e il naturalista non sappiamo proprio che fine abbia fatto: ritornata da dove era venuta? (magari il precedente padrone, se mai l'ha avuto, l'ha ritrovata girovagante in strada e l'ha ripresa); andata in calore e quindi ha perso la trebisonda e ora sta folleggiando amabilmente? e ma quanto dura il calore in una gatta? Ipotesi peggiore: stirata da una macchina e arrivederci e grazie. Sigh! :(
Io propendo per le prime due ipotesi, mi piace pensare che abbia trovato un altro luogo dove stare o che sia, appunto, ritornata da dove era venuta, però... però... un po' mi manca, perché era una micina coccolina. Avevamo cominciato a farla entrare in casa, si accoccolava e si faceva fare tante coccole, addirittura l'abbiamo portata dalla veterinaria per farle fare le analisi, prima che entrasse in casa, per vedere se era tutto a posto e se non fosse FIVo Felv positiva (e non lo era). Avevamo preso accordi per l'imminente sterilizzazione e invece, che mi ti combina Pelaverga? Scompare... puf!
Il naturalista è un po' più fiducioso e secondo lui tornerà addirittura con i gattini (se non verrà a scodellarceli proprio qui a casa)... boh? Io intanto sento un piccolo vuoto nel mio cuoricino 😕

mercoledì 4 ottobre 2017

Pelaverga


Pelaverga


Che no, non è solo il nome di un vino ma è anche quello che abbiamo messo alla nuova micina del giardino: un frugoletto di cinque mesi, massimo, coccolina e patatina.
Sono già un quattro giorni che sta nel nostro giardino e pare si sia ambientata. L'abbiamo fatta visitare da una veterinaria che al momento ci ha suggerito di sverminarla e poi farle fare le analisi per fiv e felv e quindi farla sterilizzare... santa miciottina. Te la senti di rimanere ancora un po' con noi? :D

mercoledì 18 gennaio 2017

E Pandorona e Abigallona


(Pandora e Abigaille)

Come poterle definire altrimenti. Guardate che possanza :D
Forse sarà anche l'angolazione della foto, ma Pandora sembra una gattona, ma è tutto pelo.
Le micine, ora, vengono sempre più spesso sul letto utilizzandolo come loro cuccia. C'è anche da dire che cominciano ad essere più "socievoli", diciamo, dato che in particolari momenti di rilassamento, loro, riusciamo a smanazzarle a più non posso, anche Pandorina. Giorni fa sono rimasta molto contenta per essere riuscita ad avvicinarmi a lei e farle tante carezzine soprattutto sotto la pancina. Ecco, se si comincia ad accarezzare Pandora sotto la pancia, la vedi che si trasfigura tutta e comincia non solo a ronfare ma anche a impastare oppure si mette tutta a pancia all'aria, piccola porcellina. Ad Abigaille, invece, piace farsi spazzolare e ricevere tanti bacini sulla schiena o sul capino, Ma sono coccoline sempre fatte a piccole dosi perché ad un certo punto questa atmosfera magica si interrompe ed entrambe scappano a gambe levate, come se avessero osato troppo.
Ma micine adorate, venite qua che continueremo sempre a omaggiarvi quali nostre micie faraone, e noi eterni schiavi perpetui (appunto, tanto per sottolineare)
Meeeooow

domenica 20 novembre 2016

Benvenuta, Tabatuga

Tabatughina al suo 17° compleanno, il 1 marzo 2009


Benvenuta, piccina mia.
Dieci anni fa ... dieci anni fa entravi nella nostra vita.
Ci hai donato 4 bellissimi anni insieme, fatti di coccole e coccole e coccole e tanto amore.
Non credevo di poter sviluppare un simile attaccamento per te, piccola pelosina, ma è successo.
Voglio ricordarti, come spesso faccio, come una micina dolcissima e coccolina e voglio ricordare questa giornata, che mi ha permesso di conoscere te e l'universo mondo felino.
Grazie, piccola micina e grazie anche a Tullia, la tua ex "schiava" :D che ti ha cresciuta e curata. Non saresti arrivata alla bella età di 14 anni (quando ti abbiamo preso) e di 18 (quando sei andata via) se non ci fosse stato qualcuno che ti ha cresciuto e curato come una principessa. Certo, Tullia se n'è andata per un lungo viaggio perché tu potessi venire da noi, ma sono sicura che ora entrambe stiate godendo della vostra reciproca compagnia e vi siete ritrovate.
Ciao, Tabatughina - un dolce bacino
Ti vogliamo tanto bene
Cris&Stefano

lunedì 23 maggio 2016

Ma vuoi alzarti?

E allora, oh nostra schiava perpetua, vuoi deciderti ad alzarti?


Ecco, sempre per Fujii e per i miei tre lettori tre, un'altra fotina delle micine che, seppur di un anno fa, non si differenzia molto da quello che accade ora: le micine ai piedi del letto che, con sguardo da reprimenda, mi ingiungono di alzarmi e foraggiarle... coccoline manco a pensarci perché appena mi metto seduta loro zompano giù dal letto. E vabbè, attendiamo ancora tempi migliori.
Miaoooo

sabato 21 maggio 2016

Le micionze

Abigaille e Pingù



Pandora



Non potevo rimanere insensibile al grido di dolore di Fujii, ed ecco qua due fotine che non sono un granché ma che mostrano in tutto il loro splendore le micionzoline... Abigallina e Pandorina.
Adesso le micine stanno per compiere i tre anni! Oh, mamma!
Abigaille, come si può notare, perché si nota vero?, si mette sulla sedia vicino al mio PC e si lascia coccolare fino a quando, stufa e stanca, piglia e se ne va. Però rimane parecchio quando le prende l'ispirazione di farmi compagnia.
Pandorina, invece, si stravacca sul tavolo alle mie spalle e lì rimane fino a quando non mi alzo e spengo tutto: allora capisce che si va a nannina e con la sorella filano via entrambe verso il letto.
Fuji, guarda che musetto birichino ha Pandora e che popottina è Abigaille!
Spero di poter mettere altre foto migliori in futuro, ma nel frattempo... voilà!

sabato 14 maggio 2016

El pulpettun!





Ovvia... il polpettone.
Facilissimo, ma che richiede anche una certa manualità nella fase di arrotolamento ^___^

Ingredienti:

macinato di carne (quella che preferite). Per un polpettoncino piccino picciò per una max due persone ho usato due etti e mezzo di macinat
sedano, carota, grana padano o parmigiano reggiano, uovo sodo, basilico, pan grattato,  sale e pepe q.b.

Tagliuzzate il basilico e unitelo alla carne insieme ad un po' di sale, pepe, pane grattato (non tantissimo) e ad un po' di grana grattugiato (una o due cucchiaiate). Mischiate bene bene "co' le mano" e quando gli ingredienti si sono ben amalgamati distendete il macinato su un foglio di carta forno. Stendetelo bene (sempre co' le mano) a formare un rettangolo ma attenzione a non farlo troppo sottile altrimenti quando lo chiuderete, e dentro c'è il ripieno, il rischio che si apra è elevato.
Proprio al centro del rettangolo ponete qualche strisciolina di sedano e carota e anche basilico, che fa sempre bene, qualche scaglietta di grana e l'uovo sodo (o lo lasciate intero o lo tagliate a metà e le due parti piatte le appoggiate sulle verdurine), indi principiate a formare il rotolo aiutandovi con la carta forno: è un po' come fare il sushi, la carta forno permette di sollevare la carne senza che si spezzi e piano pianino andate a formare il rotolo. Mi raccomando, fare aderire bene la carne sia al ripieno che all'altro "lato" del rotolo di modo che non ci siano "bolle d'aria" all'interno. Fate rotolare ben bene il polpettone aiutandovi sempre con la carta forno e... voilà. Le pulpettun è pronto per essere cucinato.
Io ho fatto un soffritto di sedano, carota, scalogno, poi ho sfumato con un po' di birra chiara e ho fatto cuocere a fuoco lento per una mezz'ora. Nel frattempo avevo anche ridotto a cubetti una patata dolce che ho unito al polpettone e ho lasciato cuocere. Alla fine la patata dolce si spappola letteralmente e volendo si può creare una sorta di cremina "bruta" proprio dentro la pentola, utilizzando una forchetta.
Servire tiepido.

sabato 10 ottobre 2015

Porcini e patate

La pappolea di porcini e patate


E bon, oggi va così. Giornata uggiosa, piove che non smette, io tento di far i mestieri (uffff) e mentre piove pensi a cosa poter preparare per pranzo. Vai a far la spesa, e dal fruttarolo cosa vedi? I funghi porcini. Bbboni, tant'è che ne compro due, ma poi penso:. "come li cucino?" In padella, ok, ma non ci condisco la pasta, che oggi avevamo altro condimento... mumble, mumble. Ma sai che te dico? Che preparo una padellata di funghi e patate e via.
E questo è il risultato.

Ingredienti:
funghi porcini (io ne ho presi due medi)
patate (diciamo tre di media grandezza
uno spicchio d'aglio (se lo si desidera)
un po' di prezzemolo tritato
Olio e.v.o.
sale e pepe q.b


Gli ingredienti già impadellati e pronti per la cottura


Fare a pezzetti funghi e patate. Mettere l'aglio in padella con olio e prezzemolo e cominciare a far soffriggere, non tanto, poi aggiungere le patate e in funghi, aggiustare di sale e pepe, mettere ancora un po' d'olio, aggiungere un pochino d'acqua, coprire e far cuocere per una ventina di minuti. Quando noterete che il composto si sta quasi spappando, è ora di spegnere e lasciar riposare.
Non è venuto male, ma la prossima volta con i porcini ci voglio condire le fettuccine.
E l'autunno sta avanzaaaandoooo

mercoledì 30 settembre 2015

Hummus, hummus, hummus


(L'hummus che fa "pendant" con il tavolo)


Ricettina superveloce di questo piatto mediorientale che ho imparato ad apprezzare durante il mio viaggio di nozze, a Cipro turca e poi in Turchia (e già son passati dieci anni, dieci), e che poi ho potuto gustare in loco, in altri viaggi. Qui, in terra italica, ho trovato l'hummus già pronto, quello in barattolo che, sì, è buonino però sa troppo di conserva. 
E dunque, un giorno che giringiricchiavo per la rete e mi stavo rintontonendo sul canale You Tube di Jamie Oliver dedicato a come spendere poco e mangiare dignitosamente, noto che il simpatico cuoco illustra la ricetta dell'hummus. L'illustrazione è alla maniera di Oliver, ossia "bombastica", roboante, ma c'è qualcosa che non mi convince perchè il giovine mette dello yogurt nella ricetta. Boh? Vabbè, mi pascio della spieghescion ma poi You Tube mi consiglia, nella barra a destra del video, altri video sulla preparazione dell'hummus che comincio a guardare. Uno di questi mi colpisce perché vede una signora mediorientale preparare l'hummus senza tanti fronzoli e macchinari. Ah, mi son dimenticata di dire che nelle ricette da me visionate, oltre a quella di Oliver, il frullatore la faceva da padrone, invece, nel video della signora tutto è fatto a mano ossia i ceci (base dell'hummus) sono pestati con il pestello e stoppe. E allora mi son detta: "ma sai che te dico? Che mo' ce provo pure io", e così ho fatto.
Ecco la mia ricettina dell'hummus casalingo e semplice e che si prepara in poco tempo.
Ingredienti per ... boh? Regolatevi come meglio credete

* Ceci lessati (o della scatola o lessati "autarchicamente")
* Tahin (pasta di sesamo, bè quella l'ho comprata in una drogheria specializzata, che farla da sola forse l'è un po' un problema. Di solito si trova o nei negozi bio oppure in qualche drogheria che vende delicatessen estere. Si potrebbe provare, non l'ho ancora fatto, a vedere se la vendono anche i negozietti di verdura dei pakistan-bangladesh-marocco che oltre alle verdure vendono salsine particolari)
* uno spicchio d'aglio (se lo si desidera)
* sale
* olio
* limone
Tempo di preparazione: 10 minuti (se si usano i ceci in scatola)

Prendere i ceci, metterli in una ciotola e con un pestello iniziare il loro sfrangimento. Procedere con calma e sangue freddo fino a che non si crea una pappolea che non sarà mai come quella del frullatore (a meno che non si vogliano passare ore e ore e ore a pestare), ma ridurrà in una poltiglia indefinita i ceci. La consistenza della poltiglia, però, non sarà del tutto omogenea, magari qualche pezzettino di cecio rimane, ma è quello che dà più sapore alla cremina.


(Ecco lo sfrangimento di ceci)


Appena siete soddisfatti del livello di pappolea raggiunto, aggiungere (io faccio a occhio) la tahin il cui quantitativo non dovrà essere uguale o superiore ai ceci (altrimenti l'hummus diventa un po' immangiabile). Diciamo che la proporzione potrebbe essere 1:3 ossia una parte di tahin e 3 di ceci. La tahin, infatti, è una pasta di semi di sesamo molto pastosa e oleosa. Io non riesco a mangiarla così nuda e cruda come si presenta, la devo accompagnare con qualche cosa, ma nulla vieta di provare.
Ritornando a noi, aggiungere la tahin, un po' di sale, lo spicchio d'aglio ben tritato (o anche no, dipende dai gusti) un filino d'olio e cominciare a mescolare il tutto fino a che non si forma una bella cremina. Aggiustare di sale e olio e aggiungere il succo di mezzo limone (ma anche qui dipende dalla quantità di hummus preparato). 

(Incorporo altra tahin per aggiustare il tiro del sapore)
(Si incorpora la tahin, il cui barattolo si vede sullo sfondo) 

Comporre l'hummus su un piattino o una ciotolina in modo che si crei una depressione nella cremina, ove verserete un goccio d'olio e qualche fogliolina di menta (che io non avevo e che nella foto, quindi, non c'è). L'hummus è pronto per essere mangiato o da solo o come accompagnamento ai piatti che più vi piacciono.
L'hummus, almeno nei paesi del Medio Oriente, viene servito come antipasto insieme a tanti altri piattini di sfizioserie e golosità; vi si puccia un po' di pane e via ma, come detto, nulla vieta di provarlo anche in combinata con altri cibi.

domenica 17 maggio 2015

I "senduiccini"



Bè, ovvia, tanto senduiccini piccini picciò non sono, però fanno la loro porca figura. 
Ricapitoliamo. Ieri un amico ha organizzato un pomeriggio ludico a casa sua. Appuntamento per l'ora del té. Eravamo sei persone e ognuno ha portato qualcosina: chi una selezione scelta di tè Fortnum&Mason che aveva acquistato a Londra, chi dolci e dolcetti, io, invece, ho portato una selezione scelta di senduiccini preparati da me. Un té delle cinque in piena regola prodomico alla serata di gioco per la quale il padrone di casa ci aveva convocati.
Ma perché senduiccini, se dalle foto suesposte tutto sembrano meno che piccoli sandwiches? Bè, il termine è stato coniato da una mia amica in occasione di un pomeriggio passato a sorseggiare dei té da Babington's (una famosa e antica sala da té di Roma, ubicata a piazza di Spagna. Costa un botto, ma una volta nella vita si può fare soprattutto se la sala da té aveva organizzato un pomeriggio "vittoriano") accompagnati da scones, fette di torta e piccoli sandwiches, dei triangolini microbici, molto buoni e variegati  ma che, causa la loro "piccolezza, vennero battezzati "senduiccini" ^___^
Ritornando a bomba, mi son messa di buzzo buono a prepararli e ne son venuti abbastanza da sfamare un battaglion di soldati (forse ho esagerato); hanno riscosso molto successo e, quindi, ecco la tipologia e gli ingredienti utilizzati.

Pane per tramezzini ops... senduiccini ^__^ 
Al supermercato ne ho trovato di un tipo da cui si possono ricavare almeno cinque tramezzini rettangolari, vedasi foto acconcia (i primi tramezzini, però, ho provato a farli con il pane in cassetta ai cereali e al kamut, ma nun reggono. E ho provato a farli anche piccini picciò, ma non mi sarebbe mai passata la mattinata, sicchè ho deciso per il taglio rettangolare e via!)
Crema da spalmare sul pane e utilizzata per legare alcune "insalate": formaggio cremoso tipo Philadelphia, formaggio caprino, un vasetto di yogurt magro, senape in crema, rafano in crema, aneto, hummus. L'ingrediente base era il formaggio cremoso, ho utilizzato una vaschetta da 250 gr.,  a cui ho aggiunto tre cucchiaini di yogurt, un cucchiaio di senape, due cucchiaini di salsa di rafano, un cucchiaio di hummus, una spolverata di aneto. Su alcuni senduiccini ho usato il caprino invece del Philadelphia.
Si mescolano tutti gli ingredienti fino a quando il composto non risulti omogeneo nella consistenza e nel colore (dato che si usa anche la senape, che è gialla, e il formaggio cremoso, che è bianco, occorre mescolare con inusitato vigore per rendere la cremina di un bel color giallino pallidoooo)

* Senduiccini al salmone: 2 etti di salmone affumicato o aromatizzato a come vi pare, burro da spalmare sul pane, limone da spremere un po' sul salmone, aneto da spolverare sul salmone

* Senduiccini al cetriolo: due cetrioli media grandezza. Io li ho pelati ma lasciando in alcuni punti la buccia, indi li ho tagliati sottilissimi (o a rondelle o lungo la lunghezza del cetriolo) e poi ho immerso le fettine in una bagna composta da acqua fredda, aceto (un bicchiere), sale e zucchero (ho fatto a occhio). Ho lasciato "macerare" in frigo per almeno 12 ore. L'indomani li ho scolati, strizzati ben bene e poi utilizzati per farcire i sanduiccini. Oltre al cetriolo occorre utilizzare qualche foglia di insalata da stendere sul pane, sopra la crema, e per la crema da spalmare invece del Philadelphia ho usato il caprino.

* Senduiccini all'insalata di pollo: petto di pollo lesso fatto a dadini piccini picciò, insalata fatta a striscioline, un tuorlo di uovo sminuzzato, punte di asparagi e crema di cui sopra per legare tutti gli ingredienti. Qualche foglia di insalata da stendere sul pane, sopra la crema, e i sanduiccini sono pronti

* Senduiccini alle patate e uovo: sostituire al petto di pollo le patate lessate e tagliate a dadini piccini et voilà

* Senduiccini al cotto: un etto di prosciutto cotto; crema da spalmare, carciofini sott'olio

* Senduiccini al cotto e capocollo: prosciutto cotto, crema da spalmare, capocollo

* Senduiccini al cotto e mortadella: prosciutto cotto, crema da spalmare, mortadella.

Che dire, hanno riscosso successo. C'è chi mi ha detto di evitare magari il rafano che, effettivamente, un po' si sente, ma dipende dalle dosi. Non ne avevo messo quanto ne avrei voluto, ma occorre sempre tenere da conto che non sono solo io che mangerò i senduiccini. Quindi: occhio ai sapori forti.
Il pomeriggio è trascorso a sorseggiare tè Royal Blend, Earl Grey e la miscela pasquale preparata per l'occasione da Fortnum&Mason e a giocare come dannati prima a Flux (interessante gioco ove le regole cambiano ogni momento) e poi a Carcassonne. Erano le due di notte quando abbiam finito.. s'era fatta 'na certa O.o
Da ripetere!

lunedì 5 gennaio 2015

L'insalata .... zzzzzz... russa



E ben ritrovati ovunque voi siate! ^__^
Sì, orsù, oh miei tre estimatori tre, augurovi buon anno e principio il 2015 con nuovo post a tema culinario semplicissimo: l'insalata russa! :D
L'ho riscoperta durante le vacanze natalizie in quel del Regno sabaudo. La zia del natualista, mio consorte, l'aveva preparata e io ero un po' scettica dato che, in passato, precedenti assaggi di altre insalate russe mi avevano messo lo stomaco KO.
Stavolta, però, è andata bene. Ho accettato di assaggiarla sia per golosità (perché seppur ricordavo le precedenti ... bleaaaaaahhh ... esperienze, la mia golosità è pari alla mia stazza, ossia enorme) sia per cortesia e ne sono rimasta sorpresa: era buona, delicata, affatto "pesante" al gusto e soprattutto allo stomaco.
Ho quindi voluto rifarla anche io e speriamo bene perché l'assaggio ufficiale ci sarà stasera a casa di una mia amica... ahahahahah! Gli amici cavie!

Ingredienti:
due carote
un sedano
un po' di fagiolini
un po' di pisellini
una patata
Maionese

Dalla foto si vede che con la quantità indicata non è che sia venuto tutto 'sto gran piattone, ma meglio iniziare per gradi.
Procedimento: semplicissimo. Ho ridotto a dadini gli ortaggi, escludendo i pisellini, e poi li ho cotti in brodo. Prima i pisellini con i fagiolini tagliati a pezzettini, indi ho tolto le verdurine e ho fatto cuocere sedano e carota, indi ho tolto gli ortaggi e ho fatto cuocere la patata dadolata.
Finita la cottura, e fatte scolare ben bene le verdure, le ho messe a riposare in frigo. Il riposo può variare da poche ore a una nottata intera, come ho fatto io.
Ripescate le verdure dal frigo, in una capace terrina, le ho condite con la maionese ma non ne ho messa tantissima e infatti dalla foto si nota che le verdurine non è che nuotino nella maionese, anzi. Gira ben bene per far amalgamare il tutto e l'insalata russa è pronta.
Sull'origine del nome, l'ormai saccheggiata enciclopedia virtuale Wikipedia ci informa che: "Conosciuta nella tradizione russa come Insalata moscovita o Insalata Olivier è di probabile origine francese. Sembra che l'originale fosse composta da ostriche, caviale e gamberetti mescolati in salsa maionese. Era un piatto per ricchi divenuto in una variante più economica (verdure, salumi al posto del pesce) un piatto popolare durante il periodo sovietico. Creata intorno al 1860 da Lucien Olivier nelle cucine del ristorante Hermitage di Mosca (...) Olivier propose effettivamente in quegli anni numerose insalate che si rifacevano alla tradizione russa, ma queste comprendevano anche della carne fredda, lingua fredda, salsiccia, prosciutto, tartufo, erano decorate con capperi e filetti d'acciughe sotto sale, dissalate e passate nell'olio e in qualche caso il tutto veniva unito con dell'aspic. Questa è un antipasto di base nei pranzi festivi russi, soprattutto tra Natale e capodanno".
Signori, che dire: farovvi sapere sull'esito della preparazione e ancora... Buon Anno!!!
AGGIORNAMENTO: l'insalata era proprio "bbona". Non è risultata pesante, anche perché non è che l'avessi inondata di maionese, e la cottura nel brodo ha dato un sapore "brioso" alle verdure. Insomma... da replicare. Alè



giovedì 23 ottobre 2014

Santa Pupazzen!

Ma sono cinque mesi che non aggiorno questo blog!
Santa Pupazza :D
Bè, dice il saggio "nessuna nuova, buona nuova" ossia, non ci sono novità eclatanti e neanche negative.
Sul fronte micine, e soprattutto sul fronte Abigallina micina malatina, la ripresa è stata totale.
A metà giugno il veterinario le ha tolto il chiodo che le aveva inserito per favorire la creazione del callo osseo e dalla lastra è risultato tutto a posto.
La piccina adesso saltella e corre e gioca con la sorellina anche se, a volte quando è ferma, vedo che tiene la zampina in modo diverso rispetto all'altra sana. Spesso non appoggia bene il "piedino", forse per non caricare troppo il peso, ma io e il naturalista possiamo ritenerci soddisfatti. Le due porcelline porcelleggiano e cominciano a diventare sempre meno timidine.
Insomma, quando girano per casa non si fanno "abbrancare", neanche se ci mettiamo di impegno, tuttavia ora hanno preso l'abitudine di venire la sera a letto con noi. E' soprattutto Abigaille che prende l'abbrivio e si lancia (bè, meglio di no, va) sul letto mettendosi vicino al mio fianco e cominciando a ronfare. Spesso abbiamo dormito in cotal guisa per quasi tutta la notte. Pandorina la segue a ruota ma si tiene ancora sempre un po' defilata, fuori dalla portata di carezze. Però è già un bel passo in avanti se ricordiamo che, appena arrivate, non si facevano toccare, avvicinare e non venivano da noi ma neanche se le pregavamo in ginocchio ^___^
Adesso, in determinati momenti, riusciamo anche a fare qualche coccola a Pandora e a spazzolarle il lungo pelo che si ritrova.
Altra abitudine piacevole,  mentre io o il naturalista stiamo al computer, Abigaille si posiziona vicino a noi e Pandora la segue posizionandosi, anche in questo caso, un po' più defilata, ma sempre vicina. Insomma, è come se cercassero la nostra compagnia ma ancora a debita distanza.
Sul fronte micini esterni, invece, ormai Due Lenti e il Roscio sono ospiti abituali della maison. Non entrano in casa e cerchiamo di non farli entrare neanche in contatto con le micine: sono pur sempre gatti randagi e chissà quali malattie possono avere. Due Lenti, ad esempio, potrebbe avere un herpes virus oculare. Riuscii a far vedere al veterinario una foto che le feci a distanza ravvicinata ed egli sentenziò, vedendo gli occhietti di Due Lenti e il nero che aveva vicino al naso, che potrebbe essere herpes virus. Insomma, meglio che non entrino in contatto le micine de dentro e quelli de fuori.
Ora con permesso, ma l'ora della nanna sta per arrivare e le micine mi aspettano... vabbè, diciamo che almeno una ci mette la buona volontà nel voler cercare un minimo di contatto umano.... ROAAAAR